mercoledì 23 febbraio 2011

Mostra personale


Siberiana
C'è dell'ironia che accompagna il lavoro Di Siberiana di Cocco. Un'ironia naturalmente sottesa che sostiene il procedere creativo e che palesa la sua identità proprio nel momento della percezione fisica dell'opera finita. Un'ironia percepibile nella duplice sfaccettatura presente nel procedere dell'artista toscana; se da un lato la composizione, nella sua formale costruzione e negli elementi che la compongono, si rimanda lo spettatore al passato e ai diversi percorsi dell'arte d'avanguardia, dall'altro invece si viene materializzando un linguaggio personale e autonomo che caratterizza l'evoluzione espressiva.

Già Patarini ha avuto modo di rilevare che le opere di Di Cocco si presentano come "una sintesi felice e originale di contributi diversissimi, attinti dalla più recente tradizione dell?arte contemporanea, e reinterpretati in chiave apparentemente ludica e scanzonata". I suoi riferimenti sono a una certa parte della Pop Art Americana, oppure a una particolare interpretazione della pittura Informale attraverso sia la manipolazione della materia sia evidenziando una particolare gestualità in costante dialogo con la duttilità dei diversi componenti materici.

In altre opere invece si avvertono dei sottili richiami all'esperienza dadaista, e questo porta a focalizzare la nostra riflessione verso gli elementi "altri dalla pittura" presenti nell'opera. Una lettura che richiede dunque un'attenzione di tipo concettuale. Alcuni oggetti inseriti nelle composizioni, assumono dignità estetica benché provengano dai cicli della produzione industriale o facciano esplicito riferimento al mondo pubblicitario, alla comunicazione di massa. È dunque da interpretare, poiché ciò che viene alterato non è la forma, né la loro identità. Questi nuovi elementi aprono un confronto con situazioni o funzioni già vissute con le nuove significanze che nell'insieme dell'opera si vengono a definire. Nuove identità non complementari, né sempre conciliabili tra loro. Ed è forse su questo conflitto linguistico che trova fondamento una lettura ironica giacché conseguente all'anacronistico ? di un prima e di un dopo ? dialogare tra le due diverse identità. Così dolciumi, caramelle, perle, scarpe, statuette, piume, fil di ferro, ecc., si presentano come elementi (anche decorativi) di per sé autonomi ma che assumono, nel processo creativo, un'identità diversa, ma sempre alternativa al ruolo che questi hanno avuto nella realtà. Un'operazione estetica che trova una sua giusta definizione nelle considerazioni espresse da Pierre Restany nella teorizzazione di quel movimento artistico che va sotto il nome di Nouveau Realisme.

Le opere di Di Cocco vivono nella consapevolezza che in fondo la vita, soprattutto quella artistica, manifesta realtà differenti, fatte di elementi e di forme autonome, che evidenziano le diverse intensità del loro esistere; come l'esistere nel mondo chiede di adattare la propria esperienza al divenire della realtà. All'artista è possibile interpretarla con il linguaggio dell'arte e grazie a questo ha la possibilità di commentarla attraverso i sensi e di ipotizzarne ironicamente un diverso esistere.(Diego A. Collovini)

Inaugurazione: sabato 5 marzo 2011 ore 18.30
Luogo: Galleria Liba - Via G. Bruno 9 - 56025 Pontedera (PI)
Durata della mostra: 5 marzo - 7 aprile 2011
Orario: da giovedì a sabato ore 17.00 - 19.30. Mattina e festivi su appuntamento

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